mercoledì 1 ottobre 2014

Ritorna l'appuntamento con Missione è...



“Una chiesa che non è missionaria, anche attraverso la radio, non è vera chiesa”. E' l'invito che don Silvio ha rivolto agli ascoltatori nella prima puntata di una nuova stagione radio del programma “Missione è...”, condotto per molti anni, con tanta passione dall'amico Riccardo Rizzatello, che don Silvio in apertura del programma ha tenuto a ringraziare. Quello della radio è un dono per la diocesi ed è un dono per l'annuncio del messaggio di speranza del Vangelo. Così dopo un periodo si sospensione, ritorna la prossima settimana l'appuntamento con “Missione è...” rubrica di informazione e cultura missionaria, che arriva proprio nel momento in cui la chiesa diocesana, tramite il Vescovo Soravito invita tutti i fedeli a diventare missionari nel nostro ambiente quotidiano, facendosi comunità, popolo di Dio in missione.
Ottobre poi è il mese dedicato alla missione e la prima puntata ha avuto come ospite don Gabriele Fantinati, per tanti anni missionario Fidei Donum nella diocesi di Caetitè in Brasile e da pochi mesi ritornato in diocesi, nonché prossimo parroco in Duomo a Rovigo. «Con molto piacere partecipo a questa trasmissione - ha detto don Gabriele - e ringrazio don Bruno che ha avuto l'idea di riprenderala. Ogni tanto quindi verrò qui negli studi e parleremo di missione». Sono passati 41 anni dall'inizio della Missione diocesana in Brasile che poi si è trasformata in un termine più giusto in servizio missionario. Non sappiamo esattemente come il Signore ci abbia portato là. Pare che agli inizi degli anni '70 il Ceial (Centro Ecclesiale Italiano per l'America Latina) allora si chiamava così, avesse ricevuto dalla diocesi di Caetité un appello ingente perchè non c'era un numero sufficiente di sacerdoti per le necessità di quella diocesi. Così quando si offrirono i prima saccerdoti, il Vescovo di allora rispose in modo generoso a quella richiesta Sono ben 13 i sacerdoti che sono passati in questi anni di servizio missionario, che significa il 10% di sacerdoti della nostra chiesa. Quelli che sono andati e sono tornati, hanno portato un buon contributo in termini di idee nuove di forze nuove. Da oltre 25 anni sono affiancati ai sacerdoti anche le Missionarie della Redenzione che anche loro hanno portato un grande contributo. Don Silvio ha chiesto a don Gabriele, quando ci può essere utile l'esperienza in missione, per affrontare questo nuovo compito a cui la chiesa diocesana è chiamata oggi: «Sulla parola missione non c'è dubbio che siamo sulla strada giusta, dal punto di vista della praticiticità invece ci sono delle difficoltà per metterla in pratica che provengono dalla cultura in cui siamo immersi, dal tipo di relazioni che viviamo, per cui abbiamo poco tempo da dedicare alla parte spirituale. E' chiaro che nella diocesi di Caetité c'è una cultura agricola, dove il tempo non si misura con i secondi come da noi per cui è difficile dire che quel tipo di esperienza misisonaria si possa applicare qui in diocesi ma senza dubbio quello spirito che è maturato, deve esserci di aiuto».   

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mercoledì 1 ottobre 2014

Ritorna l'appuntamento con Missione è...



“Una chiesa che non è missionaria, anche attraverso la radio, non è vera chiesa”. E' l'invito che don Silvio ha rivolto agli ascoltatori nella prima puntata di una nuova stagione radio del programma “Missione è...”, condotto per molti anni, con tanta passione dall'amico Riccardo Rizzatello, che don Silvio in apertura del programma ha tenuto a ringraziare. Quello della radio è un dono per la diocesi ed è un dono per l'annuncio del messaggio di speranza del Vangelo. Così dopo un periodo si sospensione, ritorna la prossima settimana l'appuntamento con “Missione è...” rubrica di informazione e cultura missionaria, che arriva proprio nel momento in cui la chiesa diocesana, tramite il Vescovo Soravito invita tutti i fedeli a diventare missionari nel nostro ambiente quotidiano, facendosi comunità, popolo di Dio in missione.
Ottobre poi è il mese dedicato alla missione e la prima puntata ha avuto come ospite don Gabriele Fantinati, per tanti anni missionario Fidei Donum nella diocesi di Caetitè in Brasile e da pochi mesi ritornato in diocesi, nonché prossimo parroco in Duomo a Rovigo. «Con molto piacere partecipo a questa trasmissione - ha detto don Gabriele - e ringrazio don Bruno che ha avuto l'idea di riprenderala. Ogni tanto quindi verrò qui negli studi e parleremo di missione». Sono passati 41 anni dall'inizio della Missione diocesana in Brasile che poi si è trasformata in un termine più giusto in servizio missionario. Non sappiamo esattemente come il Signore ci abbia portato là. Pare che agli inizi degli anni '70 il Ceial (Centro Ecclesiale Italiano per l'America Latina) allora si chiamava così, avesse ricevuto dalla diocesi di Caetité un appello ingente perchè non c'era un numero sufficiente di sacerdoti per le necessità di quella diocesi. Così quando si offrirono i prima saccerdoti, il Vescovo di allora rispose in modo generoso a quella richiesta Sono ben 13 i sacerdoti che sono passati in questi anni di servizio missionario, che significa il 10% di sacerdoti della nostra chiesa. Quelli che sono andati e sono tornati, hanno portato un buon contributo in termini di idee nuove di forze nuove. Da oltre 25 anni sono affiancati ai sacerdoti anche le Missionarie della Redenzione che anche loro hanno portato un grande contributo. Don Silvio ha chiesto a don Gabriele, quando ci può essere utile l'esperienza in missione, per affrontare questo nuovo compito a cui la chiesa diocesana è chiamata oggi: «Sulla parola missione non c'è dubbio che siamo sulla strada giusta, dal punto di vista della praticiticità invece ci sono delle difficoltà per metterla in pratica che provengono dalla cultura in cui siamo immersi, dal tipo di relazioni che viviamo, per cui abbiamo poco tempo da dedicare alla parte spirituale. E' chiaro che nella diocesi di Caetité c'è una cultura agricola, dove il tempo non si misura con i secondi come da noi per cui è difficile dire che quel tipo di esperienza misisonaria si possa applicare qui in diocesi ma senza dubbio quello spirito che è maturato, deve esserci di aiuto».   

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