sabato 26 marzo 2016

Legambiente e Cei: "Ecco perchè votare SI"


Il 17 aprile saremo chiamati a votare ad un referendum abrogativo sulle trivellazioni in mare, entro le 12 miglia, più o meno entro 22 chilometri dalla costa. Precisamente, saremo chiamati ad abrogare un articolo della legge di Stabilità che permette alle compagnie petrolifere di estrarre senza limiti di tempo, gas e petrolio lungo le coste italiane. Di questo referendum si sta parlando poco, ma noi abbiamo voluto fare chiarezza e capire perchè è importante andare a votare e soprattutto votare sì a questo quesito, con Giorgia Businaro, presidente di Legambiente Veneto.
A favore della abolizione di questo articolo si sono espressi anche i Vescovi Italiani che invitano tutti i cristiani cattolici ad andare a votare anche in coerenza con quanto richiamato nella enciclica di Papa Francesco "Laudato Sii", che è incentrata appunto sul dovere cristiano di salvaguardare il creato. Anche le associazioni dei pescatori e le associazioni del turismo, oltre a quelle ambientaliste si sono schierate
«Averemmo volentieri fatto a meno di questo referendum - ha detto Giorgia - se il nostro Governo avesse messo mano anche a questo quesito come ha fatto con i precedenti. I quesiti propositi dalle Regioni, in opposizione all'art. 38 del Decreto Salva Italia. Parte di queste norme sono state riviste ed è rimato questo unico quesito che riguarda appunto la durata delle concessioni. La norma attuale dice che se nel giacimento di petrolio rimane una goccia di petrolio o un metro cubo di gas, finchè il giacimento non è esaurito la compagnia petrolifera mantiene la propria concessione. Precedentemente invece le concessioni erano  di durata trentennale con possibilità di proroga di vent'anni. Con l'abolizione di questo quesito, noi chiediamo dunque che si torni alla vecchia normativa, quindi la scadenza trentennale delle concessioni. Le ragioni del comitato che propone il No, vale a dire quella dei posti di lavoro che verrebbero persi sono bufale clamorose perchè anche se vincesse il Sì, il 18 aprile non verrebbe chiusa nessuna piattaforma, quindi i posti di lavoro sarebbero garantiti lo stesso ancora per molti anni, fino alla scadenza della concessione. Io porto sempre un esempio in questo caso, chiedendo alle persone: "Voi affittereste la vostra casa a sconosciuti a tempo indeterminato senza la possibilità di ricontrattare il canone di locazione senza la possibilità di chiedere assicurazioni sull'utilizzo dell'immobile? Ecco il nostro mare verrebbe dato in affitto per sempre a delle compagnie petrolifere senza limiti di tempo. Ecco secondo noi questo è sbagliato, come è sbagliato che non se ne parli».
Ascolta la puntata

Qui sotto la locandina del referendum


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sabato 26 marzo 2016

Legambiente e Cei: "Ecco perchè votare SI"


Il 17 aprile saremo chiamati a votare ad un referendum abrogativo sulle trivellazioni in mare, entro le 12 miglia, più o meno entro 22 chilometri dalla costa. Precisamente, saremo chiamati ad abrogare un articolo della legge di Stabilità che permette alle compagnie petrolifere di estrarre senza limiti di tempo, gas e petrolio lungo le coste italiane. Di questo referendum si sta parlando poco, ma noi abbiamo voluto fare chiarezza e capire perchè è importante andare a votare e soprattutto votare sì a questo quesito, con Giorgia Businaro, presidente di Legambiente Veneto.
A favore della abolizione di questo articolo si sono espressi anche i Vescovi Italiani che invitano tutti i cristiani cattolici ad andare a votare anche in coerenza con quanto richiamato nella enciclica di Papa Francesco "Laudato Sii", che è incentrata appunto sul dovere cristiano di salvaguardare il creato. Anche le associazioni dei pescatori e le associazioni del turismo, oltre a quelle ambientaliste si sono schierate
«Averemmo volentieri fatto a meno di questo referendum - ha detto Giorgia - se il nostro Governo avesse messo mano anche a questo quesito come ha fatto con i precedenti. I quesiti propositi dalle Regioni, in opposizione all'art. 38 del Decreto Salva Italia. Parte di queste norme sono state riviste ed è rimato questo unico quesito che riguarda appunto la durata delle concessioni. La norma attuale dice che se nel giacimento di petrolio rimane una goccia di petrolio o un metro cubo di gas, finchè il giacimento non è esaurito la compagnia petrolifera mantiene la propria concessione. Precedentemente invece le concessioni erano  di durata trentennale con possibilità di proroga di vent'anni. Con l'abolizione di questo quesito, noi chiediamo dunque che si torni alla vecchia normativa, quindi la scadenza trentennale delle concessioni. Le ragioni del comitato che propone il No, vale a dire quella dei posti di lavoro che verrebbero persi sono bufale clamorose perchè anche se vincesse il Sì, il 18 aprile non verrebbe chiusa nessuna piattaforma, quindi i posti di lavoro sarebbero garantiti lo stesso ancora per molti anni, fino alla scadenza della concessione. Io porto sempre un esempio in questo caso, chiedendo alle persone: "Voi affittereste la vostra casa a sconosciuti a tempo indeterminato senza la possibilità di ricontrattare il canone di locazione senza la possibilità di chiedere assicurazioni sull'utilizzo dell'immobile? Ecco il nostro mare verrebbe dato in affitto per sempre a delle compagnie petrolifere senza limiti di tempo. Ecco secondo noi questo è sbagliato, come è sbagliato che non se ne parli».
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