martedì 6 maggio 2014

La Biblioteca del Seminario si prepara al Festival




Durante il Festival Biblico sarà possibile visitare la Biblioteca del Seminario ed inoltre verrà allestita una mostra dal titolo: “La Bibbia nelle stampe e nei libri della biblioteca del seminario”. Nazzareno Lucchin e Luciana di Radio Voce nel Deserto, a quetso proposito intervistano questa settimana,  Adriano Mazzetti, consulente tecnico della Biblioteca del Seminario. «E’ una mostra che ci coinvolge molto - ha detto Mazzetti – perché ci siamo accorti che abbiamo una enorme quantità di libri che parlano della Bibbia: commenti, studi, che risalgono al ‘500 – ‘600. La mostra sarà su pannelli che poi potranno dare vita ad un itinerario e saranno a disposizione delle parrocchie». Durante l’intervista si ripercorsa la storia della Biblioteca. 

  «La biblioteca del Seminario ha una lunga storia – ha detto Mazzetti – è sempre stata nel cuore della città, accanto e dentro al seminario. A partire da quando c’è stato l’allontanamento del Seminario però, dal centro cittadino, con la nuova sede in viale Tre martiri, questo rapporto tre la biblioteca e la città è diminuito. Fino ad allora era stato un punto di riferimento non solo per i preti ma anche per gli studiosi. Si è trovata ancora più isolata nel momento in cui il seminario è tornato nel centro della città, mentre la biblioteca è rimasta nell’attuale sede della Cittadella Sociosanitaria (che era diventata caserma della Guardia di Finanza n.d.r). Fino a quando con don Bernardino Merlo, la biblioteca ritornò in centro, alcuni anni fa, nella sede dell’ex scuola Angelo Custode. Ora la stiamo sistemando. E’ una biblioteca consistente con i suoi 130 mila opere, alcune delle quali di grande valore storico e bibliografico perché i sacerdoti che hanno seguito la biblioteca in passato, hanno sempre curato la raccolta di opere valide soprattutto dal punto di vista ecclesiastico, teologico e quindi oggi ci troviamo con una consistente raccolta libraria che deve servire ai sacerdoti, ai seminaristi ma anche alla città, soprattutto a chi studia in quest’epoca in cui l’approccio con il libro e con le biblioteche sta cambiando. Siamo attenti a svolgere un ruolo complementare alle altre biblioteche della città, siamo legati in modo particolare all’Accademia dei Concordi che svolge un ruolo importante però la biblioteca del Seminario è da sempre specializzata su alcuni temi come la Storia della Chiesa, la Bibbia, la storia locale. Quindi è inutile che l’Accademia investa dei soldi per questi settori perché la Biblioteca del Seminario è qualificata. Ed ancora ci sono molte opere che riguardano il dibattito filosofico di fine ‘800 sul positivismo, sulla questione sociale, sul mondo del lavoro che ha visto la città di Rovigo con il seminario e mons. Sichirollo in prima linea in un dibattito con testimonianze valide. Non ci sono solo opere religiose ma anche di letteratura, e poi bisogna pensare che il seminario nell’800 aveva un gabinetto scientifico e quindi ci sono opere che riguardano la scienza e la tecnica ma diciamo che la prevalenza è di tipo teologico filosofico».  

Ascolta la puntata

Nessun commento:

Posta un commento

martedì 6 maggio 2014

La Biblioteca del Seminario si prepara al Festival




Durante il Festival Biblico sarà possibile visitare la Biblioteca del Seminario ed inoltre verrà allestita una mostra dal titolo: “La Bibbia nelle stampe e nei libri della biblioteca del seminario”. Nazzareno Lucchin e Luciana di Radio Voce nel Deserto, a quetso proposito intervistano questa settimana,  Adriano Mazzetti, consulente tecnico della Biblioteca del Seminario. «E’ una mostra che ci coinvolge molto - ha detto Mazzetti – perché ci siamo accorti che abbiamo una enorme quantità di libri che parlano della Bibbia: commenti, studi, che risalgono al ‘500 – ‘600. La mostra sarà su pannelli che poi potranno dare vita ad un itinerario e saranno a disposizione delle parrocchie». Durante l’intervista si ripercorsa la storia della Biblioteca. 

  «La biblioteca del Seminario ha una lunga storia – ha detto Mazzetti – è sempre stata nel cuore della città, accanto e dentro al seminario. A partire da quando c’è stato l’allontanamento del Seminario però, dal centro cittadino, con la nuova sede in viale Tre martiri, questo rapporto tre la biblioteca e la città è diminuito. Fino ad allora era stato un punto di riferimento non solo per i preti ma anche per gli studiosi. Si è trovata ancora più isolata nel momento in cui il seminario è tornato nel centro della città, mentre la biblioteca è rimasta nell’attuale sede della Cittadella Sociosanitaria (che era diventata caserma della Guardia di Finanza n.d.r). Fino a quando con don Bernardino Merlo, la biblioteca ritornò in centro, alcuni anni fa, nella sede dell’ex scuola Angelo Custode. Ora la stiamo sistemando. E’ una biblioteca consistente con i suoi 130 mila opere, alcune delle quali di grande valore storico e bibliografico perché i sacerdoti che hanno seguito la biblioteca in passato, hanno sempre curato la raccolta di opere valide soprattutto dal punto di vista ecclesiastico, teologico e quindi oggi ci troviamo con una consistente raccolta libraria che deve servire ai sacerdoti, ai seminaristi ma anche alla città, soprattutto a chi studia in quest’epoca in cui l’approccio con il libro e con le biblioteche sta cambiando. Siamo attenti a svolgere un ruolo complementare alle altre biblioteche della città, siamo legati in modo particolare all’Accademia dei Concordi che svolge un ruolo importante però la biblioteca del Seminario è da sempre specializzata su alcuni temi come la Storia della Chiesa, la Bibbia, la storia locale. Quindi è inutile che l’Accademia investa dei soldi per questi settori perché la Biblioteca del Seminario è qualificata. Ed ancora ci sono molte opere che riguardano il dibattito filosofico di fine ‘800 sul positivismo, sulla questione sociale, sul mondo del lavoro che ha visto la città di Rovigo con il seminario e mons. Sichirollo in prima linea in un dibattito con testimonianze valide. Non ci sono solo opere religiose ma anche di letteratura, e poi bisogna pensare che il seminario nell’800 aveva un gabinetto scientifico e quindi ci sono opere che riguardano la scienza e la tecnica ma diciamo che la prevalenza è di tipo teologico filosofico».  

Ascolta la puntata

Nessun commento:

Posta un commento