martedì 20 maggio 2014

Il mondo vive un crescendo di crudeltà


Nazzareno Pellegrini e Salvatore Filella, nella puntata di Ponte Radio in onda questa settimana analizzano le situazioni drammatiche che riguardano diverse parti del mondo in particolare in Africa. Fatti che spesso non vengono messi in rilievo dalla stampa nazionale, perché a noi lontani. Nazzareno che è stato poco tempo fa in Kenya, ha parlato degli attentati a dove la capitale Nairobi ha vissuto la scorsa settimana: «si tratta di ribelli somali legati al gruppo di Al Queda che dal 2011 stanno colpendo la capitale dove come sappiamo sono concentrate tante persone. E’ una popolazione mite che non ha bisogno di essere perseguitata da queste forme di cattiveria umana». Ma non solo il Kenya, ma anche in Libia, dove, come ha ricordato Salvatore: «era stato costituito un governo provvisorio ma in questi giorni c’è stato un attacco alla sede del parlamento. La situazione a Tripoli sta dunque sta degenerando con grande preoccupazione da parte della Comunità Europea. Anche Bengasi sta vivendo ore drammatiche. Nei giorni scorsi è finita sotto i bombardamenti aerei da parte di un ex generale, Kalife Haftar che ha causato circa 80 morti e molti feriti». E’ stato invece messo in evidenza, da tutte le televisioni ed ha sollevato lo scalpore da parte dell’opinione pubblica (addirittura a Cannes durante il festival del cinema gli attori tra cui Harrison Ford, Mel Gibson e Silvester Stallone si sono presentati con la scritta Bring back our girls n.d.r.) il rapimento di duecento studentesse a Chibok sempre da parte di un gruppo terrorista islamico, che chiedono la liberazione di loro amici che sono detenuti nelle prigioni nigeriane». Un altro caso che ha suscitato indignazione è stata la condanna all’impiccagione di una ragazza del Sudan, di 27 anni, incinta di otto mesi, perché pur avendo il padre musulmano è stata accusata di apostasia e di adulterio per avere sposato un cristiano. Un fatto condannato anche da Amnesty International, in quanto si tratta di una evidente violazione di diritti umani. Infine in Colombia dove: «Almeno 31 bambini, appartenenti alla Chiesa Pentecostale sono morti nell’incendio del bus che li portava a scuola. Alla base dell’incendio starebbe un guasto meccanico. Secondo le indagini, l’autista trasportava benzina di contrabbando perché poco prima dell’incendio secondo alcuni testimoni era stato visto armeggiare una tanica di benzina». Tanti fatti crudeli, accomunati da un unico filo conduttore, la cattiveria e l’egoismo dell’uomo, che è lontano dagli insegnamenti del Vangelo. Fatti che accadono in luoghi lontani da noi ma che non possono essere vissuti con indifferenza.









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martedì 20 maggio 2014

Il mondo vive un crescendo di crudeltà


Nazzareno Pellegrini e Salvatore Filella, nella puntata di Ponte Radio in onda questa settimana analizzano le situazioni drammatiche che riguardano diverse parti del mondo in particolare in Africa. Fatti che spesso non vengono messi in rilievo dalla stampa nazionale, perché a noi lontani. Nazzareno che è stato poco tempo fa in Kenya, ha parlato degli attentati a dove la capitale Nairobi ha vissuto la scorsa settimana: «si tratta di ribelli somali legati al gruppo di Al Queda che dal 2011 stanno colpendo la capitale dove come sappiamo sono concentrate tante persone. E’ una popolazione mite che non ha bisogno di essere perseguitata da queste forme di cattiveria umana». Ma non solo il Kenya, ma anche in Libia, dove, come ha ricordato Salvatore: «era stato costituito un governo provvisorio ma in questi giorni c’è stato un attacco alla sede del parlamento. La situazione a Tripoli sta dunque sta degenerando con grande preoccupazione da parte della Comunità Europea. Anche Bengasi sta vivendo ore drammatiche. Nei giorni scorsi è finita sotto i bombardamenti aerei da parte di un ex generale, Kalife Haftar che ha causato circa 80 morti e molti feriti». E’ stato invece messo in evidenza, da tutte le televisioni ed ha sollevato lo scalpore da parte dell’opinione pubblica (addirittura a Cannes durante il festival del cinema gli attori tra cui Harrison Ford, Mel Gibson e Silvester Stallone si sono presentati con la scritta Bring back our girls n.d.r.) il rapimento di duecento studentesse a Chibok sempre da parte di un gruppo terrorista islamico, che chiedono la liberazione di loro amici che sono detenuti nelle prigioni nigeriane». Un altro caso che ha suscitato indignazione è stata la condanna all’impiccagione di una ragazza del Sudan, di 27 anni, incinta di otto mesi, perché pur avendo il padre musulmano è stata accusata di apostasia e di adulterio per avere sposato un cristiano. Un fatto condannato anche da Amnesty International, in quanto si tratta di una evidente violazione di diritti umani. Infine in Colombia dove: «Almeno 31 bambini, appartenenti alla Chiesa Pentecostale sono morti nell’incendio del bus che li portava a scuola. Alla base dell’incendio starebbe un guasto meccanico. Secondo le indagini, l’autista trasportava benzina di contrabbando perché poco prima dell’incendio secondo alcuni testimoni era stato visto armeggiare una tanica di benzina». Tanti fatti crudeli, accomunati da un unico filo conduttore, la cattiveria e l’egoismo dell’uomo, che è lontano dagli insegnamenti del Vangelo. Fatti che accadono in luoghi lontani da noi ma che non possono essere vissuti con indifferenza.









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