martedì 8 luglio 2014

Portatrici di vita in Afganistan con Emergency


Per la puntata di “Radio Volontariato” in onda nella prima metà di luglio abbiamo intercettato due ospiti d’eccezione. Paola Busilacchio ed Elisa Angilella, giovani ostetriche veneziane, con un’esperienza sul campo al centro di maternità di Emergency in Afghanistan. 
Paola ed Elisa sono arrivate in Polesine per partecipare al 31 esimo Festival dei Popoli a Badia Polesine, dove hanno portato la propria testimonianza di operatrici di Emergency, l’organizzazione umanitaria fondata da Gino Strada nel 1994 per portare soccorso e cure alle vittime di guerra. Abbiamo colto l’occasione per farci raccontare non solo la loro esperienza personale, ma soprattutto l’Afghanistan lontano dai riflettori dei media. “Emergency è in Afghanistan dal 1999 – spiega Paola – Ha iniziato le prime attività proprio ad Anabah, nella valle del Panshir, con un centro chirurgico per le vittime della guerra tra mujaheddin e talebani. L’apertura del centro di maternità è stata una sfida sia alle politiche sanitarie che ai modelli culturali”. 
 Una sfida vinta: dal 2003, anno di apertura del centro, sono nati al Centro più di ventimila bambini. 
Lo staff internazionale forma il personale locale, con l’obiettivo di rendere il centro progressivamente autonomo. Attualmente è l’unica struttura gratuita di questo tipo nell’area. “Per noi è scontato partorire in ospedale – prosegue Elisa – Là ci siamo confrontati con una cultura diversa: per molte donne è normale partorire in casa, perché le strutture sono troppo lontane. Inoltre le donne sono dipendenti dalla figura maschile, senza cui non si entra in ospedale. Il problema principale da affrontare è quello culturale. Bisogna avere allo stesso tempo la capacità di non imporre i propri modelli”. La maternità stessa, raccontano, è vissuta in modo profondamente diverso: in Afghanistan la mortalità infantile è 24 volte superiore a quella italiana. “Si aspetta del tempo prima di dare il nome al bambino, perché è frequente che il neonato non ce la faccia”. 
 L’intervista integrale è in onda nella prima metà di luglio. “Radio Volontariato” è curato come sempre da Francesco Casoni del CSV di Rovigo. Da questa puntata è affiancato alla conduzione da Giulia Martello, in Servizio civile al CSV per occuparsi dei progetti di comunicazione.







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martedì 8 luglio 2014

Portatrici di vita in Afganistan con Emergency


Per la puntata di “Radio Volontariato” in onda nella prima metà di luglio abbiamo intercettato due ospiti d’eccezione. Paola Busilacchio ed Elisa Angilella, giovani ostetriche veneziane, con un’esperienza sul campo al centro di maternità di Emergency in Afghanistan. 
Paola ed Elisa sono arrivate in Polesine per partecipare al 31 esimo Festival dei Popoli a Badia Polesine, dove hanno portato la propria testimonianza di operatrici di Emergency, l’organizzazione umanitaria fondata da Gino Strada nel 1994 per portare soccorso e cure alle vittime di guerra. Abbiamo colto l’occasione per farci raccontare non solo la loro esperienza personale, ma soprattutto l’Afghanistan lontano dai riflettori dei media. “Emergency è in Afghanistan dal 1999 – spiega Paola – Ha iniziato le prime attività proprio ad Anabah, nella valle del Panshir, con un centro chirurgico per le vittime della guerra tra mujaheddin e talebani. L’apertura del centro di maternità è stata una sfida sia alle politiche sanitarie che ai modelli culturali”. 
 Una sfida vinta: dal 2003, anno di apertura del centro, sono nati al Centro più di ventimila bambini. 
Lo staff internazionale forma il personale locale, con l’obiettivo di rendere il centro progressivamente autonomo. Attualmente è l’unica struttura gratuita di questo tipo nell’area. “Per noi è scontato partorire in ospedale – prosegue Elisa – Là ci siamo confrontati con una cultura diversa: per molte donne è normale partorire in casa, perché le strutture sono troppo lontane. Inoltre le donne sono dipendenti dalla figura maschile, senza cui non si entra in ospedale. Il problema principale da affrontare è quello culturale. Bisogna avere allo stesso tempo la capacità di non imporre i propri modelli”. La maternità stessa, raccontano, è vissuta in modo profondamente diverso: in Afghanistan la mortalità infantile è 24 volte superiore a quella italiana. “Si aspetta del tempo prima di dare il nome al bambino, perché è frequente che il neonato non ce la faccia”. 
 L’intervista integrale è in onda nella prima metà di luglio. “Radio Volontariato” è curato come sempre da Francesco Casoni del CSV di Rovigo. Da questa puntata è affiancato alla conduzione da Giulia Martello, in Servizio civile al CSV per occuparsi dei progetti di comunicazione.







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