Ricchezza, potere e prestigio sono le tre tentazioni profonde
e sottili sono al centro della puntata di Cercatori di Bellezza, rubrica
condotta da Salvatore Filella, Nazzareno Pellegrini e Giorgio Del Panta. Anche
oggi, come Gesù nel deserto, il maligno ci tenta cerca di convincerci che
ognuno di noi è solo e non occorre impegnarsi per gli altri, che ognuno di noi
è precario e deve pensare alla sopravvivenza. Gesù vince le tentazioni e torna
in Galilea, ed inizia la sua vita pubblica, dopo l’arresto di Giovanni. Chi
predica che ogni figlio umano è amato da Dio, predica l’uguaglianza, dà
fastidio a chi ha il potere
economico e politico perché mette in discussione il loro presunto diritto di
vita e di morte sui fratelli.
Dopo nove anni di missione in Brasile, don Giuliano Zattarin, è tornato in diocesi ed attualmente è amministratore e prossimo parroco di San Martino di Venezze.
Don Silvio Baccaro nella sua rubrica “Missione è...” lo ha invitato a portare la sua testimonianza, mentre è in corso l'ottobre missionario e nell'anno in cui l'invito del nostro Vescovo Lucio, è quello che i fedeli della nostra diocesi diventino missionari nelle loro comunità. «Ho trascorso nove anni in Brasile, i primi tre accanto a don Giuseppe Mazzocco e gli altri sei assieme a don Gabriele Fantinati – ha detto don Giuliano – è stato un percorso vissuto assieme nelle tante responsabilità ma anche con tanto affetto reciproco.
Adesso vorrei continuare qui in diocesi ad avere quell'ansia missionaria che ho sempre avuto come sacerdote. Mi sento arricchito molto dall'esperienza che ho fatto. In America Latina era più evidente lo spirito missionario ma spero di continuare a viverlo qui con i confratelli».
Don Silvio ha evidenziato che forse è più difficile essere missionari nel nostro territorio, in un mondo sempre più secolarizzato, anche se il Polesine ha profonde radici cristiane: «Serve una conversione personale ed una conversione pastorale – ha risposto don Giuliano – la conversione pastorale si riesce a farla se c'è una forte conversione personale. Le nostre parrocchie dovrebbero ridiventare oasi di libertà, di cultura, di incontro, di fraternità, di amicizia. Mi pare che il Papa più che la parole Evangelizzazione usi la parola Missione, perchè missione è una parola di senso più aperto e credo che questa sia la sfida che la Chiesa oggi deve intraprendere. Gesù proprio ieri nel Vangelo ci ricordava che il più grande comandamento è l'amore verso il prossimo, in questi anni ci siamo persi in tante “cosette” abbiamo perso la nostra vicinanza a Cristo che è poi l'essere vicini aio fratelli con tutte le nostre forze, con tutta la nostra disponibilità. Dobbiamo concentrarci sull'essenziale dell'annuncio».
Don Silvio ha quindi chiesto quali sono le sfide più urgenti da affrontare. «Il Papa ci sta facendo capire che è venuto il momento di passare dalle dottrine alle persone, dal giudizio alla misericordia. Dobbiamo spodestare la morte che è entrata anche nelle nostre chiese. La parrocchia deve passare da luogo degli obblighi a luogo della libertà. Noi dovremmo diventare meno cattolici (che lo siamo per tradizione) e più cristiani. L'essere cristiani, riscoprire Cristo ci renderebbe più fratelli sia dei credenti che dei non credenti.
Polesine Coast to coast questa settimana ha ospitato tre ragazzi del gruppo “Lampada ai miei passi” di Villadose. Sono intervenuti ai microfoni Anastasia, Alice e Michele ed hanno spiegato come è sorto il loro gruppo e cosa il gruppo si propone. «Siamo nati due anni fa – ha spiegato Alice, quando don Alberto Rimbano era ancora seminarista a Villadose ed aveva il desiderio di creare un nuovo gruppo per giovani in età universitaria, quindi dai 20 ai 30 anni. Don Alberto è andato di casa in casa ed ha chiesto chi fosse interessato a partecipare. Attualmente ci troviamo il venerdì alle diciannove presso il Centro Ricreativo Giovanile di Villadose, leggiamo il Vangelo e poi grazie all’aiuto prima di don Alberto e adesso di don Andrea Varliero lo commentiamo insieme e cerchiamo di coglierne il significato profondo, quello che comunica al nostro cuore».
Il nome del gruppo deriva dal Salmo 118: «La lampada simboleggia la parola di Dio – ha aggiunto Anastasia – che è luce al nostro vivere quotidiano».
I tre giovani nel corso della puntata hanno lanciato il loro invito a quanti volessero aggregarsi a loro in questa bella e giovane esperienza di fede. E' possibile anche contattarli tramite Facebook dove è presente il gruppo Lampada ai miei passi a cui è possibile iscriversi.
Nel corso del programma condotto da Alberto, Thomas, Chiara S e Chiara R, sostenuti in regia da Davide ed Enrico, non sono mancate le informazioni, le rubriche tra cui quella proposta da Chiara S, attualità giovane ed il commento al tweet di Papa Francesco. Quello scelto questa settimana è stato: “la fede per essere sana e robusta deve essere nutrita costantemente dalla Parola di Dio” , un pensiero capitato quasi ad hoc per gli ospiti che sono venuti a trovarci in radio questa settimana.
Ability Home è un progetto promosso da Gea Mater On lus, Uguali Diversamente e Psicologo di Strada ed è dedicata ai bambini e ragazzi del nostro territorio con disabilità. Per parlare di questo progetto sono stati ospiti della puntata di Ponte Radio in onda questa settimana sono state Lorenza Baccaro presidente di “Gea Mater Onlus” e Nicoletta Carnevale vice presidente di “Uguali Diversamente”
«L'associazione Gea Mater Onlus è nata nel 2005, - ha detto Lorenza - la sede operativa è presso la Torre Pighin a Rovigo e ci occupiamo di didattica, attività di animazione per i bambini e dall'anno scorso con un occhio di riguardo nei confronti della disabilità. In effetti l’ultima volta che sono statao ospite qui abbiamo presentato un corso per operatori ed educatori rivolti che si occupano di ragazzi autistici ed avevamo detto che sarebbe nata una nuova realtà ed è quella che oggi andiamo a presentare». Nicoletta Carnevale ha spiegato invece le funzioni della società di cui è vice presidente: «Anzitutto porto i saluti del nostro presidente, Paolo Bertante, io sono allenatore della squadre agonistiche dell’associazione. Noi siamo Uguali Diversamente e ci occupiamo prevalentemente di sport per soggetti con attività motoria. La società è affiliata alla Federazione italiana Sport Dipartimento Intellettivo Relazionale. Il fiore all’occhiello della nostra associazione sono le squadre di atletica e di nuoto».
A febbraio marzo erano stati organizzati degli incontri per operatori e genitori di ragazzi autistici e il prossimo sabato 8 novembre alle 17.00 è in programma presso il seminario dei Frati Cappuccini un ulteriore incontro con i genitori. «Con il progetto Ability Home – ha spiegato Nicoletta si vuole dare una risposta qualificata e corretta ai bisogni di autonomia delle famiglie e di socializzazione ed integrazione sociale di cui hanno bisogno i minori diversamente abili, soprattutto attraverso l’attività del doposcuola che si propone come una esperienza educativa, educativa rivolgendosi ai minori specialmente coloro che vivono nel disagio. Il progetto ha le seguenti caratteristiche in primis l’aggregazione di soggetti diversamente abili in un contesto del tutto tranquillo come può essere il seminario dei Frati, ed inoltre lo sport e l’attività motoria (con attività in palestra ed in piscina) infine l’affiancamento e l’assistenza ai genitori. L’obiettivo è quello di collaborare con una grande equipe di esperti, con uno psicologo coordinatore, due educatori, un pedagogista clinico, una musico terapista, due operatori sanitari, un logopedista, due preparatori sportivi, un insegnante specializzato». Gli orari del servizio: per i giovani dai 16 ai 35 anni l’attività si svolge dalle 7.30 alle 12.30 e per i bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni, l’attività si svolge dalle 14.00 alle 18.30.
Per informazioni: Uguali Diversamente tel. 392/9709672 oppure www.ugualidiversamente.it oppure Gea Mater Onlus www.geamater.it al n. 0425090354 oppure al n. 339/4604697.
Ancora un’esperienza di Servizio civile nella puntata di Radio Volontariato in onda nella seconda metà di ottobre. In studio con noi Francesco Merlo, da sei mesi volontario del progetto di Servizio civile regionale “Volontari in associazione” nell’appartamento per l’autonomia dell’associazione Pianeta Handicap.
Laureato in psicologia, Francesco ha scelto il Servizio civile per mettersi alla prova: “Dopo l’università avevo bisogno di fare esperienza.
Il Servizio civile si è rivelato un’esperienza di formazione molto operativa, in cui si tocca con mano ciò che si ha studiato e che dà molto più di ciò che può dare una semplice formazione teorica”.
L’appartamento di Pianeta Handicap, che abbiamo già raccontato nella puntata di maggio per voce dei ragazzi ospiti, è un’esperienza di autonomia rivolta a persone con disabilità lieve, che possono imparare a vivere da soli e gestire la propria quotidianità. Volontari e operatori li affiancano nelle attività quotidiane, dalla spesa alla cucina, dalle pulizie all’organizzazione di attività ricreative.
Allo stesso tempo, Francesco ha messo a disposizione dell’associazione la sua passione per la produzione di video, inaugurando su Youtube un “video diario” che racconta ciò che accade nell’appartamento.
Per l’Associazione Polesine Solidale, capofila del progetto, sta realizzando alcuni video sulle associazioni coinvolte nel Servizio civile.
“L’esperienza che sto svolgendo è importante dal punto di vista professionale, perché la coabitazione crea dinamiche tra le persone che vanno gestite, ma è anche un’opportunità per conoscere il tessuto sociale locale. Mi sono accorto inoltre che diamo per scontato che una persona disabile abbia sempre bisogno di aiuto, mentre sono persone che hanno moltissime risorse e capacità”.
“Essere figli amati” è l'argomento guida di questa puntata di Cercatori di bellezza, rubrica che trae spunto dal libro di Alberto Degan. In studio Salvatore Filella, Nazzareno Pellegrini e Giorgio Del Panta. Sentiamo sempre parlare di crisi: cosa significa questa parola? Deriva dal Greco “Crisis” ed è un termine che significa discernimento, decisione importante da prendere: è la decisione che il medico prende quando deve decidere un intervento sull'ammalato. Anche Gesù quando arriva a farsi battezzare sul Giordano attraversa un momento di crisi: deve scegliere, prendere una decisione. Il Vangelo non ce ne parla. Arrivato a Nazzareth Gesù si apre una opportunità. Il termine disastro, usato comunemente per definire una catastrofe, una disgrazia, deriva da due termini latini: “dis” e “astro” che indica l’influsso sugli eventi un tempo attribuito agli astri; letteralmente è “il contrario degli astri”, contro le leggi del quotidiano, una stella che non segue l'orbita ma va al contrario. C'è un disastro quando le cosa vanno
diversamente dal solito, ma oggi visto che la direzione delle cose è
quella dell'egoismo, siccome la stella oggi è quella della rapina,
dell'avidità, allora solo qualcosa che va al contrario può
invertire la tendenza, solo un "dis-astro" può salvarci.
Questa settimana a Polesine Coast to Coast partecipa il simpatico ed effervescente Pietro Osti a tenere compagnia agli ascoltatori, lui che di radio ne mastica tutti i giorni, in quel di Padova, visto che da anni ormai, lavora per l'emittente web dell'Università di Padova, Radio Bue (www.radiobue.it).
A condurre con lui Thomas, Alberto, Chiara Roddi e Chiara Stecca. «E' una passione che in seguito è diventata un lavoro» ha spiegato Pietro.
Nell'ambito della rubrica dedicata all'attualità giovane Chiara Roddi ha raccontato la sua esperienza alla Marcia per la Pace, Perugia-Assisi. «Eravamo in 100 mila circa a marciare, tra i personaggi noti c'erano anche don Luigi Ciotti e ad Assisi ad aspettarci c'era anche la presidente della Camera Laura Boldrini.