domenica 3 luglio 2016

Internet festeggia i suoi primi 30 anni


Noi trent'anni fa non avevamo la minima idea di cosa fosse internet, di cosa ci avrebbe riservato il mondo delle comunicazioni. Allora, si comunicava solo attraverso il telefono fisso, oppure con le classiche lettere postali, cartoline, per le comunicazioni scritte, urgenti si doveva ricorrere ad un telegramma. Le notizie arrivavano via radio o dalla televisione. Eppure c'era già chi stava "lavorando per noi" come si dice: la rete internet muoveva i suoi primi passi. A descriverci di come ha mosso i suoi primi passi il web, ci pensano  Max e Christian, nello speciale Ponte Radio in onda la prossima settimana.
«Internet in Italia è nato ufficialmente il 30 aprile del 1986, - ha spiegato Max - fu  Stefano Trumpy direttore del Centro Nazionale di Calcolo di Pisa che mandò un semplice segnale "OK" da un computer a Pisa ed uno in America».
Negli Stati Uniti molti anni prima nel 1969 e nel 1971 ci furono i primi tentativi di collegamento tra computer ed i primi tentativi di comunicazione tramite prototipi di "Chat": «La prima volta - ha spiegato Max - si provò ad inviare la parola "login", ma al destinatario arrivarono solo le prime due lettere "Lo"». Questo per spiegare quanto impegnativo sia stato questo percorso e quanti progressi sono stati compiuti. Durante la puntata i due conduttori ci parlano di come è internet oggi, della ricchezza di siti per comunicare (Social Network) come Facebook, Twitter, Instagram per la condivisione delle foto, Youtube per la condivisione dei video. Wikipedia per fare le ricerche, i registri di classe elettronici dove i genitori possono controllare l'andamento scolastico dei figli. Ed a proposito di classe dobbiamo dire che l'Italia non è tra i primi della classe: «Il nostro paese non dispone ancora di connessioni veloci come altri paesi ed inoltre secondo le statistiche ben 22 milioni di italiani non hanno mai fatto un accesso ad internet».
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"Migro nell'arte", il progetto di Arcisolidarietà per gli stranieri


L’arte e il teatro posso diventare strumenti per insegnare una lingua. Da questa idea è nato il progetto “Migro nell’arte”, che si propone di insegnare l’italiano a un gruppo di cittadini stranieri, utilizzando un metodo nuovo: laboratori artistici, di ceramica, di fotografia, performance teatrali.
Il progetto è nato dall’incrociarsi di due strade: quella di Patrizia Piccolo, con alle spalle esperienze di educatrice, progetti con le donne, doposcuola e teatro, e quella di Sarah Lanzoni, attiva nella compagnia Teatro Nexus, che si sta specializzando al Teatro Nucleo proprio nella professione di operatori di teatro nel sociale. “Abbiamo unito le nostre professionalità alla nostra passione”, riassume efficacemente Patrizia.
La loro strada comune ha incrociato quella di Arcisolidarietà, associazione che accoglie senzatetto a Rovigo, tra cui diversi cittadini stranieri. Dalle difficoltà di diversi immigrati nell’apprendere bene la lingua italiana è nata l’idea di provare un metodo diverso.
“L’arte è un linguaggio universale e può essere uno strumento per apprendere la lingua”, spiegano. Non una scuola tradizionale, insomma, ma un luogo in cui mettere in gioco relazioni ed emozioni, che spesso sono le principali barriere quando parliamo una lingua diversa.
Nella puntata di Radio Volontariato in onda in questi giorni, oltre a raccontare il progetto, abbiamo anche quattro dei circa 30 studenti che frequentano i laboratori. Ai nostri microfoni, il saluto di Mamadou, diciottenne, e Abu Bakar, 17 enne, provenienti dalla Guinea, Alì, 24 enne di origine pakistana, Zekria, 22 anni, che viene invece dall’Afghanistan.  Tutti giovanissimi, insomma, e con in testa gli stessi sogni di qualunque ragazzo di vent’anni.

A settembre le opere del laboratorio (dipinti, sculture, fotografie) si trasformeranno in una grande mostra in Pescheria Nuova. Nei prossimi giorni, inoltre, sul sito www.arcisolidarietarovigo.it prenderà il via una raccolta fondi per trasformare la mostra in un’esposizione itinerante.

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mercoledì 22 giugno 2016

Nasce a "Levante" una nuova rubrica fatta dai giovani


Inizierà la prossima settimana la nuova avventura in radio di Davide Piasentini ed Andrea Branco con il loro nuovo programma. I ragazzi frequentano il terzo anno del Liceo Classico Celio e hanno avuto modo di conoscere il nostro ambiente attraverso l’esperienza di alternanza scuola-lavoro. “La nostra nuova rubrica – dicono Davide e Andrea - è intitolata “Levante”. Abbiamo preso ispirazione - continuano - dal vento che soffia da est e dal punto in cui sorge il sole, infatti in questo modo desideriamo dare respiro anche noi ogni volta a nuove interpretazioni sui temi che trattiamo, su argomenti, questioni, alle quali spesso noi ragazzi non diamo molto peso.” Il programma ha come momento principale il dialogo con un giovane ospite sempre diverso, che propone una canzone a sua scelta sul cui significato si incentra la puntata. La conversazione non mancherà di spaziare ad argomenti vari e più generali come, ad esempio, qualche curiosità o personale o anche sul profilo dell’autore. In un secondo momento Davide e Andrea dedicheranno uno spazio per proporre, con una particolare attenzione ai ragazzi, interessanti eventi e manifestazioni polesane che si svolgono durante la settimana. I ragazzi si dicono pronti e disponibili ad ospitare qualunque ragazzo o ragazza voglia partecipare per portare a tutti le proprie riflessioni. Nella prima puntata Andrea e Davide hanno come ospite Francesca Favaron che ha scelto una canzone di Fabrizio De Andrè.

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martedì 21 giugno 2016

Nei libri di Serena i segreti per una vita nella gioia



Sono due libri per scoprire tanti segreti per vivere nella gioia. Li ha scritti Serena Pattaro che da anni si dedica alla cura del corpo, ma non solo del fisico, anche dell’interiorità della parte emotiva. Dalla sua esperienza è nata la volontà di mettere qualcosa per iscritto. «Più che libri sono manuali - ha detto Serena - perchè ci sono le indicazioni ed anche gli esercizi da fare. Perchè anch’io avevo letto tanti libri ma se poi gli insegnamenti non si mettono in pratica, leggere non serve a nulla. E poi va bene leggerli da soli ma è meglio sempre farsi aiutare da qualcuno che c’è già passato prima di noi». Il primo libro si intitola “Enjoy - manuale pratico di gioia quotidiana, tutto quello che dovresti sapere per vivere sano e felice”. Ogni capitolo del libro tratta un argomento specifico, ed alal fine di ogni capitolo ci sono degli esercizi pratici. Il volume si divide in quattro parti: la parte fisica, la parte emotiva, la parte mentale e la parte spitituale. Ci sono ben 27 capitoli. Ognuno può leggerli in modo ordinato o anche no. La felicità è la fase prima della beatitudine - aggiuge Serena - ogni cosa che facciamo nella nostra vita la facciamo perchè cerchiamo di essere felici. Ovviamente per essere felici la salute è essenziale e gli ormoni della felicità vengono prodotti quando il nostro corpo è in salute. Dobbiamo essere in grado di assumerci la responsabilità di tutto ciò che ci è attorno. Io dico sempre di eliminare la parola colpa e di sostituirla con responsabilità, perchè mentre la colpa prevede una punizione, la parola responsabilità prevede una purificazione. Poi dobbiamo imparare a respirare bene perchè noi quando nasciamo abbiamo un trauma nel momento specifico del parto e tante patologie derivano dalla cattiva respirazione. Poi l’importanza dell’acqua: anche bevendo solo un bicchiere d’acqua possiamo miglioriamo la nostra parte fisica». A questo proposito Serena fa riferimento al noto scienziato Masaru Emoto e alle sue ricerche sull’acqua. Il secondo libro si intitola invece “Comunicazione Efficace” sempre edito da Anima Edizioni ed è un libro che spiega come tramite la parola riusciamo a modificare la nostra vita. Serena ha anceh un sito web personale consultabile all’indirizzo www.serenapattaro.it.


lunedì 20 giugno 2016

Vi raccontiamo la nostra esperienza in seminario


L’8 Giugno è terminata la terza stagione di “Polesine Coast to Coast” , ospiti dell’ultima puntata una parte dei nove seminaristi diocesani. Marco Riatti, Nicolò Grandesso, Riccardo Volpin e Alessandro Ferracin hanno raccontato com’ è nata la scelta di entrare in questo percorso vocazionale , ma soprattutto hanno descritto la loro giornata tipo. Un modo per sensibilizzare i ragazzi a capire che il Seminario non è solo il luogo dove nascono nuove vocazioni sacerdotali, ma vuole essere un luogo di crescita per comprendere che scelta di vita fare. L’ultima puntata è un momento sempre nostalgico per la giovane formazione di Radio Kolbe, quest’anno ancora di più visto che Chiara Rodella ha annunciato in diretta radiofonica il suo “arrivederci” al programma. Motivi di studio la spingono altrove e noi volevamo ringraziarla per questi due anni passati insieme a noi, qui pubblichiamo la lettera che ha letto durante il programma , dedicata a Radio Kolbe


La lettera di saluto di Chiara Rodella che il prossimo anno non farà più parte della squadra dei conduttori del programma Polesine Coast to Coast 

Cara Radio Kolbe, oggi ti leggo queste due righe perché è l’ultima puntata dell’anno, e anche perché è la mia ultima puntata qui. Premetto: non voglio farti piangere nessuno, risulterei scontata, ma non so nemmeno far ridere quindi mi limiterò ad andare dritta al punto, dato che in radio il tempo, si sa, è tiranno. Sono entrata qui per la prima volta nel giugno del 2014, “solo per vedere come funzionava il programma” e perché mi era sempre piaciuta la radio. E niente, eccomi, dopo due anni passati davanti al microfono a ricordare le cose pazzesche capitate qui dentro. Ho parlato tanto e di tante cose. Ho imparato ad andare d’accordo con i microfoni. E non nascondiamolo mi sono anche impappinata. Ho lanciato una vera sigla di un vero programma radiofonico e ho conosciuto un sacco di persone. Prima di tutti i ragazzi che avevano fatto nascere Polesine coast to coast un anno prima, con cui ho lavorato in questi due anni e che ringrazio di avermi dato questa opportunità; poi Roberto, Grazia, Antonella e il nostro boss, dopo Bruno che ha sempre aperto la porta a “quei de Coast” e dato il suo sostegno. Ho conosciuto tante bellissime storie con gli ospiti, che sono stati veramente tanti e con cui ogni volta è un piacere beccarsi in giro e scambiare quattro chiacchere. E ho conosciuto anche gli ascoltatori: presenze invisibili ma indispensabili in questo lavoro che, come una delle mie speaker preferite dice, “È il più bello del mondo”. Ma soprattutto ho capito una cosa: cara Radio Kolbe, mi hai fatto capire che essere logorroica e amare la musica forse nella vita possono portare a fare qualcosa di concreto. Viva le belle storie, viva radio Kolbe e viva la radio! Chiara

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giovedì 16 giugno 2016

Con ICARO la città diventa una galleria d'arte


Nella mattinata di sabato 18 giugno, ci aspettano ben tre appuntamenti con gli artisti Under 35 del progetto Icaro (Impulsi creativi Rovigo) progetto sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell'ambito del progetto culturalmente 2015 e che ha capofila il Circolo ARCI Cavazzini di Rovigo. A presentare questi appuntamenti ai nostri radioascoltatori sono intervenuti Melania Ruggini e l'artista Andrea Clementi.
Il programma della giornata prevede l'inaugurazione alle ore 11.30 delle quattro divertenti installazioni dell'artista Centocanesio create in corrispondenza dei lampioni, con personaggi del mondo dei fumetti. Abbinato a quest'opera c'è anche un concorso gestito sulla pagina FB di Icaro per il miglior selfie che abbia come soggetto ovviamente le installazioni.
Alle 12.00 ci si sposterà ai giardini delle torri di Rovigo dove sarà inaugurata l'installazione "L'acchiappasogni" di Andrea Clementi. Si tratta di una grande ragnatela di circa 20 metri quadri che l'artista sta realizzando con corde di canapa.
Alle 12.30 poi appuntamento in piazzale Di Vittorio dove saranno inaugurati altre due opere di street art (che si aggiunge a quella realizzata lo scorso anno) , la prima realizzata da Gaia Lionello e l'altra curata sempre dall'artista Centocanesio. Durante la puntata abbiamo avuto modo di ascoltare un brano, di CLI ovvero Chiara Beltrame, accompagnata dal gruppo musicale Zephyros che sarà protagonista sempre nell'ambito di Icaro, della serata del 1 luglio in Piazzetta Annonaria.

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mercoledì 15 giugno 2016

Lo scudetto del Rovigo di oggi e... quello del 1990


Sono tornati a trovarci in radio Max e Christian e questa volta hanno dedicato la puntata speciale di Ponte Radio al rugby, in particolare non all’ultimo scudetto vinto dalla Rugby Rovigo Delta ma da quello conquistato nel 1990.
Erano infatti 26 anni che la squdra rodigina non conquistava il titolo italiano. Hanno parlato di come si viveva in quegli anni a Rovigo ma anche in tutta italia. Hanno ricordato per esempio che è stato l’anno dei mondiali di calcio giocati in Italia, i gol di Schillaci e l’inno ufficiale di Gianna Nannini. Era stato anche l’anno della guerra in Kuwait con Saddam Husseim. Il prezzo del petrolio andato alle stelle. L’unine delle due Germanie e la vittoria del premio nobel assegnata a Gorbacev, la vittoria al festival di Sanremo dei Pooh, quella di Marco Masini trai giovani e del tormentone di Minghi e Mietta: Vattene Amore. In quell’anno c’era ancora il Festivalbar che venne vinto dai “Ladri di Biciclette”. Sempre in ambito sportivo ci fu la vittoria in campionato del Napoli di Maradona ed il giro d’Italia conquistato da Gianni Bugno che tenne la maglia rosa dalla prima all’ultima tappa. Dìurante la puntata hanno proposto anche alcuni brani musicali usciti quell’anno oltre a quello dei Pooh anche quello di Gianni Morandi “ Bella signora”.