Solo loro potevano pensare di fare uno spettacolo teatrale in 3D. Inteso però come tre giorni, venare, sabo e domenega. Ovvero venerdì 27, sabato 28 e domenica 29 novembre al Teatro don Bosco. Tre serate, tutte già piene lunedì sera quando sono venuti a trovarci in radio per la diretta di Polesine Coast to Coast. Fisicamente presente c'erano solo Massimo Brancalion e Beppe Canto ma collegati in diretta web, c'erano pure Luca Lazzarini e Marco Cervati, il primo dalla mite Barcellona, il secondo dalla più fresca Belluno. Alberto e Thomas, coadiuvati da Enrico, Chiara Rodella e Chiara Stecca hanno fatto i salti quasi mortali tra regia e sala di registrazione, intrecciando cavi, cavetti e ammennicoli vari per assicurare che tutto uscisse fluidamente on air. Ne è valsa la pena, visto la sempre piacevole compagnia dei collaudati Tanto par ridare, stimatissimi dal pubblico polesano. Massimo e Beppe ci hanno regalato alcuni sketch esilaranti. Ci hanno poi spiegato che l'idea di fare questa tre giorni di spettacolo non è casuale, ma è un omaggio al loro pubblico, per festeggiare assieme i loro primi 25 anni di carriera. Venticinque anni fatti di passione e di amicizia, di serate in giro per il Polesine in cui hanno fatto divertire tante persone ed i personaggi da loro inventati sono conosciuti e imitati da tutti. Anche questa volta, hanno unito lo spettacolo alla solidarietà Associazione Italiana Progeria, Associazione Sclerosi Multipla ed il Progetto Clementine in Burkina Faso.
“L’arte non riproduce ciò che è visibile ma rende visibile ciò che non sempre lo è”. Questa frase del celebre pittore tedesco Eric Paul Klee, è stata presa come riferimento anche dall’artista polesano Gianluca Gulli che fino al 22 novembre espone le sue opere nella spledida “Villa Morosini” di Polesella. Si tratta della sua prima mostra personale, che ha come titolo (in) sensate esperienze e che racchiude le opere dai sui esordi, all’inizio degli anni 2000 fino ad oggi. Gianluca Gulli, classe 1973, nato a Rimini ma cresciuto a Rovigo, architetto di professione, ha iniziato a dedicarsi alla pittura da autodidatta. E’ stato ospite nei giorni scorsi nella rubrica Ponte Radio, per parlarci proprio di questa mostra, accompagnato da Valeria Tomasi che ha curato la parte promozionale e della comunicazione della esposizione. «Dipingere – spiega Gianluca ai radioascoltatori – è una passione innata che esercita in me un’attrazione particolare da sempre. Dipingere per me è come essere ad una seduta psicanalitica: ti fa buttare fuori quello che hai dentro, ti aiuta a trovare te stesso. E’ una ricerca interiore, una valvola di sfogo dell’anima. Una purificazione dello spirito. Un percorso, un viaggio che è meglio intraprendere per giungere presto a conoscersi. La mostra è accompagnata da un catalogo ben curato, sul quale si trova una intervista all’artista da parte di Lorenza Remondi. C’è poi una presentazione di Luciano Zerbinati, proprietario di Villa Morosini ed un intervento di Michele Ciolino. La mostra si concluderà appunto domenica prossima con un buffet che sarà offerto ai visitatori che avranno anche la possibilità di incontrare l’artista che li guiderà all’interno del suo personale percorso artistico.
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Partire da soli per un viaggio lontano, zaino in spalla, con poche cose all’interno ma tanta voglia di scoprire il mondo, di conoscere persone, luoghi, culture. Il posto lontano in questo caso è il Giappone ed il protagonista è Alessandro Milan. E’ stato lui l’ospite di questa settimana a Polesine Coast to Coast per raccontare questa sua particolare esperienza.
E’ stato in Giappone per circa due settimane ai primi di agosto ed ha visitato le città di Osaka, Tokushima, Nada, Kyoto e Tokyo. Tra i luoghi più magici che ha visto l’Isola di Shikoku: «L’ho visitata il secondo giorno - ha detto Alessandro - sono stato veramente colpito da questa isola dove sono collocati ben 88 templi». Una delle cose che lo ha colpito di più della cultura giapponese è stata l’ospitalità di questo popolo: «Per esempio ad Osaka ho incontrato un ragazzo a cui ho chiesto dove si trovava la stazione dei treni, questo mi ha accompagnato in stazione, ma non solo mi ha portato al binario esatto ed ha aspettato con me che arrivasse il treno».
Facendo una classifica dei luoghi che ha visto: «La città che mi è piaciuta di più - ha detto - è senza dubbio Kyoto, una delle città più belle in assoluto che io abbia mai visto, includendo anche Venezia e Parigi».
Alessandro ha proprio una passione per i viaggi in tutto il mondo. Alla domanda quale sarà il tuo prossimo viaggio ha risposto: «Non lo so perchè di solito decido dieci giorni prima di partire». Alla puntata ha assistito anche il giovane DJ Madi, originario dello Zambia.
Accogliere le persone, per restituire loro un futuro. Tra volontariato e Servizio civile, parliamo di accoglienza con Elisa Mora, volontaria in Servizio civile regionale, ospite nella puntata di “Radio Volontariato” in onda nella seconda metà di novembre. Elisa sta svolgendo il proprio anno di servizio civile a Portaverta, comunità di accoglienza a Rovigo per persone in difficoltà. “E’ una vera e propria casa – racconta – tanto che la prima volta che ci sono stata, ho fatto fatica a identificarla”. Di una casa, spiega Elisa, Portaverta mantiene lo spirito di accoglienza, quasi in famiglia. I volontari si occupano della gestione delle attività quotidiane, dal supporto alle persone accolte fino alle attività domestiche e alla preparazione dei pasti. A Portaverta è anche presente un servizio docce per persone bisognose. Il servizio civile regionale, promosso dalla Regione Veneto, è un percorso di anno in un’associazione o in un’altra realtà del sociale, rivolto a giovani fino ai 28 anni, che ricevono un rimborso mensile per l’attività svolta. “Ho scelto il Servizio civile quasi per caso – racconta -. Cercavo un modo per arricchire le mie conoscenze, che non fosse puramente teorico, ma una vera e propria esperienza sul campo”. Elisa, che studia per diventare assistente sociale, ha alle spalle diverse esperienze nell’animazione e nell’accoglienza di giovani. Attualmente, sta confrontandosi con il mondo della povertà e dei senza fissa dimora, facendo anche volontariato all’asilo notturno di Arcisolidarietà. “Il servizio civile si sta rivelando un’esperienza molto bella e arricchente. Per me è un’opportunità per mettersi in gioco, confrontarsi con persone diverse tra loro, mettermi a disposizione degli altri, ma anche arricchire me stessa. Ho appreso molte cose utili per il mio percorso professionale”. L’intervista completa è in onda in questi giorni su Radio Kolbe. La puntata è condotta da Francesco Casoni e Giulia Ranzani del Centro servizi volontariato di Rovigo.
E’ tornata a trovarci Melania Ruggini organizzatrice di eventi che ci ha parlato del progetto I.C.A.Ro, (impulsi creativi artistici Rovigo) che lei ha curato per l’Arci e che domenica 8 novembre ha vissuto l’evento conclusivo. Lo spettacolo finale di questo evento che è stato finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, ha avuto come titolo: “L’approdo all’isola che non c’è” proposto dal ShakinArt un collettivo artistico fondato da Marco Zocca JeanPierre (musicista e scrittore) e da Jonathan De Checchi (attore di teatro e artista di strada). Durante l’incontro è stato proiettato il video “45 metri sotto i mari” realizzato per ricordare il dramma dei migranti morti in fondo al Mediterraneo nella speranza appunto di raggiungere le coste Europee. Durante la puntata in radio Melania ha ripercorso le tappe di questo innovativo progetto artistico, che ha portato l’arte in molti luoghi della nostra città, attraverso le fotografie artistiche di Dennis Ziliotto in piazza Vittorio Emanuele, quelle di Alexa Sganzerla in via Angeli, il murales di Peeta in piazzale Di Vittorio, le installazioni artistiche presso la porta Agostina di Isabella Paris.
Uno degli ultimi progetti è il film Kaos, sulla Rovigo invisibile realizzato da Sofie Samyn e che sarà proiettato in vari comuni del Polesine, tra cui Bosaro, Ceregnano, Polesella e a Grignano.
Durante la puntata Melania ci ha proposto il brano “Piccadilly line” del cantante Andrea Dodicianni.
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Questo invece il video di Andrea Dodicianni proposto durante l'intervista
A Polesine Coast to Coast è stata ospite lunedì sera, Giulia Rociola, operatrice sociale che lavora con l'Associazione "Di tutti i colori" di Occhiobello ed in particolare si occupa del progetto "Emergenza Africa 2014". Ai microfoni, intervistata da Alberto Boldrini, Chiara Rodella e Chiara Stecca, ha raccontato come è nata la sua esperienza con l'associazione e quali sono le attività che questa svolge. «Ho conosciuto l'Associazione Di Tutti i Colori - ha spiegato Giulia - mentre svolgevo il servizio civile con l'Associazione Emmaus di Fiesso ed Arcisolidarietà. Dopo essermi laureata in scienze della educazione con specialistica sul disagio sociale multiculturale».
Per un periodo Giulia ha svolto del volontariato anche in Kenya. «Non lavoro né con rifugiati politici né con immigrati - ha specificato Giulia - lavoro con delle persone che sono costrette a lasciare il loro Paese di origine perchè sono in una condizione di pericolo. Sono richiedenti asilo politico perchè non hanno ancora ottenuto lo status di rifugiato. Arrivano nelle coste italiane della Sicilia e della Calabria per chiedere protezione». L'associazione Di tutti i colori funge da punto di incontro e da collante tra la popolazione autoctona ed i tanti immigrati che abitano da decenni in Italia. Promuove incontri tra persone e culture diverse. Da 15 anni inoltre, organizza la Festa dei Popoli ad Occhiobello. Per conoscere meglio l'associazione si può visitare la loro pagina Facebook.
Torna la rassegna dedicata alle due ruote, promossa dalla Fiab di Rovigo. Gli appuntamenti in programma quest’anno sono ben sei, due dedicati ai libri, due al cinema e due serate in cui protagonisti di viaggi in bicicletta racconteranno le loro esperienze. Fra l’altro questa edizione si colloca nel decimo compleanno della Fiab di Rovigo, nata appunto nel 2005. L’iniziativa è stata presentata ai microfoni di Radio Kolbe, dal curatore Denis Maragno, che è anche collaboratore della nostra radio.
Si comincia come ha ricordato Denis, intervistato per l’occasione da Roberto Giannese, martedì 3 novembre con l’incontro “Berlino - Rovigo: solo ritorno”, nel quale Andrea Marchetto e la moglie Anna Menon, racconteranno il loro ritorno in patria, attraversando la Germania e l’Austria in bici. Il secondo appuntamento sarà con il film “El bano del Papa”, il 17 novembre prossimo, il terzo incontro invece è in programma per martedì 1 dicembre, e sarà intitolato “La bicicletta ti cambia la vita”, ospite della serata sarà Michele Marziani, che presenterà al pubblico i suoi due ultimi libri: “Umberto Dei: biografia non autorizzata di una bicicletta” e “Nel nome di Marco” dedicato ovviamente a Marco Pantani. Il primo appuntamento del 2016 sarà l 19 gennaio ed è intitolato: “Georgia e Svaneti - Gamarioba”, dedicato a Fernando da Re e il suo viaggio nell’antica Colchide. Il 2 febbraio ancora cinema con il film “One mile above - Kora, alla scoperta del Tibet in bicicletta”. Martedì 16 febbraio, invece incontro conclusivo con tre ragazzi polesani, Stefano, Lorenzo e Giovanni che raccontano la loro vacanza in bicicletta, low cost, tra Veneto, Croazia e Puglia. Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito e si terranno presso la sede dell’Auser in piazza Tien Amen a Rovigo. Informazioni complete sulle serate sono disponibili sul sito www.rovigoinbici.it.