martedì 7 ottobre 2014

Rovigo conquista il derby contro il Petrarca e festeggia


Non mancano i motivi per fare festa a Linea di meta, come ha ricordato Andrea Nalio, ad inizio puntata, il primo motivo è la vittoria della Femi CZ Rugby Rovigo Delta che ha conquistato la  prima giornata di campionato contro i cugini Padovani ed il secondo motivo sono i 90 anni compiuti della radio italiana. Ospite della puntata, non tanto  per parlare di radio, ma piuttosto per parlare esclusivamente di rugby, il giornalista sportivo di “Rovigo Oggi”, Roberto Roversi. La vittoria del Rovigo, per 23 a 16,  è arrivata durante quello che è stato battezzato come  Veneto Derby Day che ha visto confrontarsi allo Stadio Battaglini, ben quattro formazioni: Rovigo e Padova e altre due squadre venete, Mogliano contro San Donà.  Il tutto per una "overdose" di palla ovale che ha sicuramente emozionato i tanti appassionati e sostenitori della città e della provincia. 
«Partire con una vittoria soprattutto nel derby è sempre un bel cominciare – ha detto Roversi – specialmente per una squadra come il Rovigo che ha dichiarato apertamente l'obiettivo di conquistare lo scudetto. Non è stato a mio avviso un derby di quelli indimenticabili, c'è stato un inizio veramente sfolgorante con due mete bellissime che però poi si sono perse nell'arco di una partita sostanzialmente modesta, lenta, con numerosi falli ed errori, facendo il gioco del Petrarca. Rovigo è invece una squadra che deve giocare in velocità dando ritmo alla propria manovra. Comunque Rovigo ha una buona squadra su cui lo staff tecnico può lavorare, anche se adesso è stato ridotto, con la partenza di De Rossi ed i problemi che ci sono verranno risolti sicuramente, credo a breve termine».  


lunedì 6 ottobre 2014

Marta volontaria quasi per caso alla comunità Emmaus


“Per caso”. E’ iniziato così l’anno di Servizio civile di Marta, in servizio da sei mesi alla comunità Emmaus di Fiesso Umbertiano. Una scelta casuale da cui è scaturita un’esperienza inattesa: “In sei mesi ho imparato a mettermi in gioco e allo stesso tempo a mettermi in secondo piano rispetto ai bisogni degli altri”. Nella prima puntata di ottobre ospitiamo in studio Marta Pellegrinelli, volontaria in Servizio civile regionale alla comunità Emmaus di Fiesso Umbertiano. 
La comunità accoglie persone in difficoltà, che lavorano assieme ai volontari nella gestione della comunità stessa e nel recupero e vendita di vari oggetti usati al mercatino di Santa Maria Maddalena. “Il servizio civile è stata una scelta casuale – racconta Marta –Mi piaceva il progetto, che prevede attività in un’associazione. Ho provato, non avendo all’epoca altre alternative”. 
Marta partiva con esperienze di volontariato – come animatrice in parrocchia – e soprattutto una lunga esperienza nella pallavolo, a livelli quasi agonistici. “Lo sport è stato un punto in più nella mia formazione personale. Richiede di stare sempre a contatto con altre persone e sapersi adattare. Trovo questi elementi anche nel volontariato”. Marta ha iniziato l’anno di servizio civile in maggio, assieme ad altri volontari del progetto “Volontari in Associazione”, promosso dall’associazione Polesine Solidale e finanziato dalla Regione Veneto. Concluderà tra sei mesi. Dopo un primo periodo di “gavetta”, svolgendo le attività quotidiane alla comunità e al mercatino, Marta si è vista via via offrire compiti di tipo organizzativo, aiutando a preparare iniziative e promuoverle. “Ho imparato a mettermi in gioco, organizzare, coinvolgere persone – commenta – Dalla conoscenza delle persone nella comunità ho imparato a mettermi in secondo piano rispetto alle esigenze degli altri. Il confronto con gli ospiti di Emmaus è un confronto con persone straordinarie, fuori dal comune, a volte con una loro forma di saggezza”. L’intervista completa è in onda nella prima metà di ottobre su Radio Kolbe.

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Il FAI svela al pubblico i segreti di Fratta


La nostra rubrica Ponte Radio ospita questa settimana la presidente del FAI (Fondo ambiente Italiano), Chiara Tosini. L'occasione è la presentazione della terza edizione della Fai Marathon, che quest'anno dopo avere toccato Lendinara e Adria, fa tappa a Fratta Polesine.
L'appuntamento è per domenica 12 ottobre. Nel corso della puntata è intervenuta anche il sindaco di Fratta Polesine, Tiziana Virgili che ha accolto con molto entusiasmo l'iniziativa del Fai.
«Per questa occasione abbiamo scelto dei luoghi che sono solitamente inacessibili o difficilemente accessibili al pubblico - ha spiegato Chiara - in realtà non è una maratona nel senso di una corsa, ma è invece un itinerario da fare senza fretta, per colgliere con gli occhi quello che di solito non riusciamo a vedere. Sarà dunque una “full immersion” nella storia del paese di Fratta Polesine.
Il ritrovo per coloro che volessero partecipare è alle  9.30 presso il Caffè Commercio, sotto il porticato di Fratta Polesine, per poi partire da Piazza Martiri e da lì dalle 9.30 ogni 15 minuti si partirà con un gruppo di massimo di 25 persone partirà una visita guidata.
Ci sarà una pausa dalle 13 alle 14 per poi proseguire fino alle 16.30. La prima tappa è prevista all'oratorio di San Liberato, attiguo al Parco Labia, dove saranno esposti paramenti ed abiti sacri di proprietà, appunto, della famiglia Labia, che verranno esposti grazie alla collaborazione del Conte Massimo Labia che ancora abita in paese.
Presso il Municipio, grazie invece alla disponibilità della Famiglia Avezzù ci sarà una mostra su Domenico Guerrini che era un generale della Grande Guerra ed anche giornalista. Nell'occasione ci sarà Ludovica Mutterle che ha curato e sistemato l'archivio. Ci si recherà quindi al Museo Archeologico dove ad accogliere i visitatori ci saranno la direttrice Federica Gonzato e Alessandro Cupaiuolo. Alla Casa Museo Matteotti, sarà presente invece Amelia Zagato che mostrerà alcune documenti su Matteotti amministratore di Fratta.
Presso il Manegium infine ci sarà una mostra fotografica su Giovanni Monti, avviatore ma anche calciatore del Padova Calcio, deceduto in un incidente aereo. A tutti i partecipanti alla Fai Marathon sarà data la possibilità di accedere gratuitamente a Villa Badoer. Chiara Tosini poi ha illustrato anche altre iniziative del Fai, che si possono consultare sul sito www.fondoambiente.it

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mercoledì 1 ottobre 2014

Polesine Coast to Coast accende l'entusiasmo


Torna a popolare il palinsesto di Radio Kolbe, con la sua carica di energia e freschezza, la rubrica Polesine Coast to Coast, che in questa seconda stagione si propone più matura in fatto di esperienza e più ricca nei contenuti.
Rinnovata anche la formazione che vede l'ingresso alla conduzione di Chiara “Rodi” Rodella, che si affianca così ad Alberto Boltrini, a Thomas Paparella e a Chiara Stecca. In regia come al solito rimane la collaudata coppia Enrico De Stefani e Davide Trevisan. Come nella scorsa stagione ci saranno spesso degli ospiti in studio. E ci sarà anche la possibilità da parte di alcuni ascoltatori di assistere alla registrazione del programma in studio, proprio come avviene nei grandi network radiofonici. Tra le rubriche confermate poi Attualità Giovane, curata da Chiara Stecca e la lettura del Tweet si Papa Francesco. Chiara Rodella aveva già partecipato al programma: “Coast to coast” nello scorso mese di giugno, mentre era ospite nella Casa GP II ed aveva avuto modo di manifestare la sua grande passione per la radio. Chiara si occuperà di una nuova rubrica che si chiama “assurdità da record”, dove per ogni puntata si proporranno alcune notizie su fatti curiosi, o appunto al limite della normalità che succedono nel mondo.
Vi ricordiamo che si possono contattare i ragazzi di Polesine Coast to Coast tramite la loro pagina Facebook “Radio Kolbe Polesine Coast to Coast”.










Ritorna l'appuntamento con Missione è...



“Una chiesa che non è missionaria, anche attraverso la radio, non è vera chiesa”. E' l'invito che don Silvio ha rivolto agli ascoltatori nella prima puntata di una nuova stagione radio del programma “Missione è...”, condotto per molti anni, con tanta passione dall'amico Riccardo Rizzatello, che don Silvio in apertura del programma ha tenuto a ringraziare. Quello della radio è un dono per la diocesi ed è un dono per l'annuncio del messaggio di speranza del Vangelo. Così dopo un periodo si sospensione, ritorna la prossima settimana l'appuntamento con “Missione è...” rubrica di informazione e cultura missionaria, che arriva proprio nel momento in cui la chiesa diocesana, tramite il Vescovo Soravito invita tutti i fedeli a diventare missionari nel nostro ambiente quotidiano, facendosi comunità, popolo di Dio in missione.
Ottobre poi è il mese dedicato alla missione e la prima puntata ha avuto come ospite don Gabriele Fantinati, per tanti anni missionario Fidei Donum nella diocesi di Caetitè in Brasile e da pochi mesi ritornato in diocesi, nonché prossimo parroco in Duomo a Rovigo. «Con molto piacere partecipo a questa trasmissione - ha detto don Gabriele - e ringrazio don Bruno che ha avuto l'idea di riprenderala. Ogni tanto quindi verrò qui negli studi e parleremo di missione». Sono passati 41 anni dall'inizio della Missione diocesana in Brasile che poi si è trasformata in un termine più giusto in servizio missionario. Non sappiamo esattemente come il Signore ci abbia portato là. Pare che agli inizi degli anni '70 il Ceial (Centro Ecclesiale Italiano per l'America Latina) allora si chiamava così, avesse ricevuto dalla diocesi di Caetité un appello ingente perchè non c'era un numero sufficiente di sacerdoti per le necessità di quella diocesi. Così quando si offrirono i prima saccerdoti, il Vescovo di allora rispose in modo generoso a quella richiesta Sono ben 13 i sacerdoti che sono passati in questi anni di servizio missionario, che significa il 10% di sacerdoti della nostra chiesa. Quelli che sono andati e sono tornati, hanno portato un buon contributo in termini di idee nuove di forze nuove. Da oltre 25 anni sono affiancati ai sacerdoti anche le Missionarie della Redenzione che anche loro hanno portato un grande contributo. Don Silvio ha chiesto a don Gabriele, quando ci può essere utile l'esperienza in missione, per affrontare questo nuovo compito a cui la chiesa diocesana è chiamata oggi: «Sulla parola missione non c'è dubbio che siamo sulla strada giusta, dal punto di vista della praticiticità invece ci sono delle difficoltà per metterla in pratica che provengono dalla cultura in cui siamo immersi, dal tipo di relazioni che viviamo, per cui abbiamo poco tempo da dedicare alla parte spirituale. E' chiaro che nella diocesi di Caetité c'è una cultura agricola, dove il tempo non si misura con i secondi come da noi per cui è difficile dire che quel tipo di esperienza misisonaria si possa applicare qui in diocesi ma senza dubbio quello spirito che è maturato, deve esserci di aiuto».   

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Rovigo si prepara al Derby Day


Terza puntata stagionale di Linea di Meta. Ospite in studio Paolo Romangnolo, giornalista del Gazzettino che già era stata intervistato da Andrea Nalio. Argomento di discussione la vittoria del Rovigo a Tblisi, in Georgia che ha dato alla squadra di Filippo Frati l'accesso alla Challenge Cup. Torna in Europa dopo un anno di assenza, con una prestazione convincente. Era una partita rischiosa : «in effetti dopo la partita di andata il vantaggio era esiguo. Poi di questa squadra non si sapeva quasi nulla a parte gli ottanta minuti visti al Battaglini. Però Rovigo è riuscito a sistemare qualcosa in queste due settimane sopratutto l'approccio alla partita e soprattutto grazie alla buona difesa. Quindi il primo obiettivo della stagione è stato raggiunto», ha detto Romangnolo. 
Domenica prossima inizia il campionato e sarà già Derby Day allo stadio Battaglini con una doppia sfida: Rovigo – Petrarca e Mogliano - San Donà. Sarà l'occasione di vedere due avversarie dirette in chiave play off della Femi CZ, ovvero Petrarca e Mogliano ed una possibile outsider, il San Donà che ha fatto degli ottimi acquisti in vista di questa stagione. «Il precampionato del Rovigo è stato buono perchè si è comportato bene con due avversarie di categoria superiore, Benetton e Zebre si sono chiusi con una vittoria e con una sconfittta molto onorevole e poi appunto l'accesso alla Challenge Cup grazie alla vittoria per 24 a 21 contro i Caucasians. E soprettotto con risposte incoraggianti sul piano del gioco. Rovigo che ha nella touche la sua arma migliore ed ha anche una maggiore solidità in mischia grazie a degli innesti di qualità. Per cui è un Rovigo che si affaccia al Derby Day con fiducia ed ottimismo. Siamo curiosi di vedere se in campionato la partenza sarà positiva così come lo è stata in campo europeo».  

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Un documentario in omaggio a Renato Dall'Ara



Alberto Gambato ha curato un cortometraggio per ricordare la figura di Renato Dall'Ara, nella serata conclusiva della rassegna Cinegelato 2014, si tratta di un breve documentario intitolato “L'isola che c'era”. Anche di questo ci ha parlato nella scorsa puntata di Per un pugno di film, rubrica condotta da Denis Maragno e Simone Muraro.  «E' un documentario che ho realizzato in modo abbastanza veloce, - ha detto  Gambato - su imbeccata di Vittorio Sega il quale mi ha fatto notare che sono trascorsi esattamente 60 anni da quando Renato Dall'Ara ha realizzato il suo primo corto a Scano Boa con i suoi amici e compagni di partito nel 1954 su un fatto di cronaca, di una bambina che nasce in barca durante un funerale. Abbiamo avuto la fortuna di intervistare l'ultimo sopravvissuto di quella troupe che è Lamberto Morelli, fratello di Giancarlo Morelli, figura importante per la politica rodigina, è stato sindaco nel 1951 anno dell'alluvione. Lui adesso vive a Roma da molti anni dopo avere vinto un concorso per la Regione Lazio. Abbiamo costruito questo documentario che potesse avere anche la lunghezza del documentario originale, per parlare di questo film che fu un piccolo miracolo perché realizzato da neofiti, in pellicola, in un'epoca in cui era anche difficile procurarsi la pellicola.  Per me è stata anche l'occasione per misurarmi con il Delta del Po che è sempre stato un luogo che mi ha tenuto distante, perchè l'ho sempre ritenuto un posto molto filmato di cui sappiamo tutto ed è difficile farlo vedere sotto un'altra luce. In realtà mi sono ricreduto, nel senso che ho trovato delle cose che mi ha dato lo spunto per una nuova storia, di cui sto iniziando proprio in questi giorni le riprese per un documentario. Quindi da questo film ne è nato un altro diverso e più articolato». Durante la puntata poi si è poi tornati a parlare della 71ª edizione della mostra del cinema di Venezia, che Alberto ha seguito attentamente e di cui già aveva iniziato a parlarci la scorsa settimana. 


Nella foto qui sotto da sinistra: Simone, Alberto, Antonella (che è stata ospite in regia per assistere alla registrazione del programma) e Denis.